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Lavoro nel 2027: cosa dicono i dati a chi oggi cerca un impiego

Lavoro nel 2027: crescita, imprese che non trovano personale e competenze digitali. I dati Istat ed Excelsior e i corsi gratuiti Talentform.

Crescita lenta, imprese che faticano a trovare personale, competenze digitali richieste in quasi sei assunzioni su dieci. Le previsioni di Istat ed Excelsior lette da chi ha tra i 20 e i 40 anni ed è senza lavoro.

Ad agosto 2026 il tasso di disoccupazione dei giovani tra 15 e 24 anni è salito al 20,3%, contro il 6,2% della popolazione complessiva. Sono gli ultimi dati provvisori diffusi dall’Istat il 1° ottobre. Nelle stesse settimane le imprese raccontano il problema opposto: per le assunzioni programmate a ottobre dichiarano di avere difficoltà a trovare il profilo giusto nel 43,6% dei casi, secondo il Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro.

Le due cifre descrivono lo stesso mercato. Le aziende assumono, e assumono soprattutto chi arriva con competenze precise. Se fai parte della generazione Z o dei millennial e stai cercando lavoro, conviene capire dove si sta spostando la domanda. Abbiamo messo insieme le previsioni più recenti per il 2027.

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Un’economia che non cresce come dovrebbe

Nelle previsioni pubblicate il 5 giugno 2026, l’Istat stima una crescita del Pil dello 0,7% sia nel 2026 sia nel 2027, dopo il +0,5% del 2025. A sostenerla sarebbe la domanda interna, mentre gli scambi con l’estero risentono del conflitto in Medio Oriente e del rincaro dell’energia. L’inflazione, misurata sul deflatore dei consumi delle famiglie, salirebbe al 2,9% quest’anno per tornare al 2% nel 2027.

Sul lavoro il quadro è di rallentamento. Le unità di lavoro, che misurano il volume di lavoro effettivamente svolto, crescerebbero dello 0,7% nel 2026 e dello 0,4% nel 2027, contro l’1,3% del 2025. Il tasso di disoccupazione previsto è del 5,5% per il 2026, stabile l’anno successivo. Già a maggio, però, le imprese delle costruzioni, dei servizi di mercato e della manifattura avevano peggiorato le attese sull’occupazione, e il dato mensile di agosto, al 6,2%, è più alto della media annua stimata a giugno.

L’Istat avverte che lo scenario dipende dalla durata del conflitto. Se le quotazioni dell’energia restassero alte più a lungo, la crescita del Pil sarebbe più bassa di 0,1 punti nel 2026 e di 0,3 punti nel 2027. Per chi cerca lavoro la conseguenza è pratica: il 2027 non porterà un’ondata di nuovi posti, e ogni candidatura dovrà distinguersi.

Chi cercano le imprese in questo momento

A ottobre 2026 le imprese hanno programmato oltre 539mila ingressi, il 3,7% in più rispetto a un anno prima, e 1,35 milioni nel trimestre ottobre-dicembre. Il 35% riguarda impiegati, professioni commerciali e dei servizi, il 29% operai specializzati e il 17% dirigenti, tecnici e specialisti. Le figure più richieste in assoluto sono gli addetti alla ristorazione (circa 77.750 ingressi), gli addetti alle vendite (48.320) e il personale per lo spostamento e la consegna delle merci (34.570). Crescono anche le richieste di addetti all’accoglienza e all’informazione della clientela, tecnici della salute, conducenti di veicoli e manutentori.

Per chi si sta formando, il dato più utile riguarda le cause della difficoltà di reperimento. Nel 25,6% delle assunzioni previste mancano proprio i candidati; nel 13,6% i candidati ci sono, ma la loro preparazione non corrisponde a quello che serve all’azienda. Tra i profili più difficili da trovare figurano i tecnici in campo ingegneristico (72%) e gli addetti alle agenzie per il disbrigo di pratiche (62,1%). A settembre, inoltre, il 65% delle entrate programmate richiedeva un’esperienza specifica nella professione o nel settore.

Sulla preparazione si può intervenire con un percorso di formazione mirato. L’esperienza richiede più tempo, ed è anche per questo che conviene presentarsi al colloquio con competenze dimostrabili: esercitazioni svolte, progetti completati, strumenti usati davvero.

Verso il 2029: digitale, green e ricambio generazionale

Lo sguardo di medio periodo arriva dai rapporti Excelsior sui fabbisogni occupazionali. Già l’edizione 2023-2027 stimava un fabbisogno di circa 3,7 milioni di lavoratori nel quinquennio. L’aggiornamento 2025-2029 indica una forchetta tra 3,3 e 3,7 milioni di persone da inserire, tra nuovi posti e sostituzioni di chi lascia il lavoro.

Le sostituzioni spiegano buona parte della domanda. Secondo le stime Unioncamere riprese dalla CGIA, tra il 2025 e il 2029 quasi 3 milioni di italiani usciranno dal mercato del lavoro. Molte assunzioni dei prossimi anni riguarderanno quindi ruoli che esistono già, aggiornati con strumenti e richieste nuove.

Le richieste nuove si concentrano su due fronti. Circa 2,2 milioni di lavoratori, quasi sei su dieci, dovranno avere competenze digitali di base, e oltre 910mila un insieme di competenze digitali più avanzate, che comprende l’uso di linguaggi matematici e informatici e la gestione di soluzioni innovative. Sul versante ambientale, 1,55 milioni di persone dovranno saper gestire prodotti e tecnologie green a livello intermedio e circa 760mila a livello elevato. In concreto, per esempio, significa un magazzino che misura percorsi e consumi, un ufficio che controlla i documenti prodotti con l’intelligenza artificiale, un’azienda che rendiconta il proprio impatto ambientale.

Perché la formazione cambia le probabilità

A ottobre il Ministero del Lavoro ha pubblicato il report conclusivo sull’investimento PNRR per il sistema duale, cioè i percorsi di istruzione e formazione professionale che alternano aula e impresa. A 24 mesi dal titolo lavora il 75,8% dei qualificati e diplomati, con picchi dell’82,2%. Il 37,8% dei contratti attivati dopo il titolo supera i dodici mesi, e le indagini Inapp richiamate nel report indicano che solo l’1% di questi giovani risulta inattivo a qualche anno dalla fine degli studi.

Quei percorsi riguardano soprattutto ragazzi in uscita dalla scuola e sono diversi dai corsi brevi per adulti. Il principio vale anche per questi ultimi: quando la formazione viene progettata insieme alle imprese, chi la completa trova lavoro più facilmente.

Il problema da affrontare resta ampio. Nel 2025 i giovani tra 15 e 29 anni che non studiano, non lavorano e non seguono corsi, i cosiddetti NEET, erano 1,178 milioni, il 13,3% della fascia d’età, contro una media europea dell’11%. La quota si è dimezzata rispetto al 25,7% del 2015, ma tra chi ha un diploma sale al 15%, sopra l’11,1% dei laureati.

I corsi gratuiti di Talentform e il legame con il mercato

Talentform è un ente di formazione accreditato che eroga corsi professionali finanziati. Per chi è senza lavoro i percorsi più rilevanti sono quelli finanziati dal fondo Forma.Temp: sono gratuiti per i partecipanti, si seguono in aula virtuale e vengono promossi insieme alle Agenzie Per il Lavoro (APL), che li rivolgono a candidati per missioni di lavoro in somministrazione. Il collegamento con la domanda delle imprese nasce qui, perché le agenzie selezionano persone per posizioni reali e i corsi preparano a quei profili.

La programmazione dei corsi per il 2027, che sarà disponibile a breve qui e agli iscritti alla newsletter gratuita, segue le direttrici emerse dai dati. Per la logistica, dove crescono le richieste legate allo spostamento delle merci e alla conduzione dei mezzi, sono previsti percorsi sulla gestione del magazzino informatizzato e sostenibile e sulla catena di approvvigionamento con SAP. Per l’area amministrativa, dove pratiche e adempimenti restano difficili da coprire, ci sono la contabilità e il bilancio e l’elaborazione delle paghe con Zucchetti. Le competenze digitali richieste a quasi sei lavoratori su dieci entrano nei corsi di comunicazione e creazione di contenuti, di analisi dei dati e di uso dell’intelligenza artificiale nel lavoro d’ufficio, mentre per il turismo c’è l’accoglienza alberghiera e la preparazione per il lavoro nei tour operator e agenzie di viaggi.

Da dove partire

Scegli un ambito in cui i numeri ti danno ragione: logistica, amministrazione, turismo e servizi digitali sono quelli in cui la domanda è più visibile. Lavora poi sulle competenze digitali di base, che le imprese danno per scontate in quasi sei assunzioni su dieci. Raccogli infine le prove di quello che sai fare, come esercitazioni, progetti e attestati, perché due assunzioni su tre richiedono un’esperienza specifica e un percorso formativo è uno dei modi per cominciare a costruirla.

Il calendario aggiornato dei corsi gratuiti è sul sito di Talentform: puoi candidarti al percorso più vicino ai tuoi obiettivi e verificare i requisiti di accesso.

Fonti

  • Istat, Le prospettive per l’economia italiana nel 2026-2027, 5 giugno 2026.
  • Istat, Occupati e disoccupati. Agosto 2026 (dati provvisori), 1° ottobre 2026.
  • Unioncamere e Ministero del Lavoro, Sistema informativo Excelsior, bollettini di settembre e ottobre 2026.
  • Unioncamere, Sistema informativo Excelsior, Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine, edizioni 2023-2027 e 2025-2029.
  • CGIA di Mestre, elaborazione su previsioni Unioncamere, luglio 2026.
  • Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Report conclusivo PNRR sistema duale, ottobre 2026.
  • Istat ed Eurostat, dati sui giovani NEET 15-29 anni, anno 2025 (elaborazioni Centro Studi Assolombarda).